Ottenere il controllo con la gratitudine

Tranquil fresh grass on lawn with an orange sunset and and trees

Da Laura Will

It was 3 am, and I could not sleep. We had just been told that our 4-month-old son’s brain had “folded wrong” in utero, a rare condition called polymicrogyria, PMG for short. In absolute turmoil over this life-altering condition, I picked up my phone to scour the internet for anything that might help. Coming across the “PMG Awareness Organization'' website, I found a link to a page called “Newly diagnosed?” There it was, my lifeline - paragraph after paragraph of words written by a prophetic parent for me and all other parents in the initial post-diagnosis vortex. The page validated all the emotions, acknowledged that this is going to be hard, and explained how to find support. Then I read, “You will truly understand what it means to not take a single moment, a single smile, a giggle, one bite of food, or a single step for granted,” and I rolled my eyes in disbelief. I thought whoever had written those words was sure to be obnoxiously optimistic, or sugarcoating this journey a bit much for my liking. Now, two years later, I rescind my eye roll. 

Shannon Sedgwick Davis, a human rights attorney and philanthropist whose work leads her to routinely witness human tragedy says, “Joy is a discipline.” I take her wise words one step further: joy is a discipline of gratitude. Caring for a chronically ill child can be emotionally perilous. We, as rare parents, know that sorrow naturally slips into moments of joy. With gratitude, we gain control. The sorrow may still be there, but we can accentuate the joy. Research supports this claim. Independent of all personality traits, gratitude is a primary predictor of well-being and improved interpersonal relationships (1).

Nei giorni bui e nelle notti insonni dopo la diagnosi di nostro figlio, sia io che mio marito (in modi e tempi diversi) ci agitavamo nel nostro dolore. C'era una nuova distanza tra di noi mentre concentravamo ogni energia positiva che potevamo raccogliere per far star bene i nostri figli. Non è un mistero per me perché avere un figlio cronicamente malato spesso mette a dura prova i matrimoni fino al punto di rottura. Fortunatamente, la ricerca conferma l'idea che gli interventi focalizzati sulle emozioni possono migliorare i risultati coniugali (2). Nel nostro punto più basso, io e mio marito abbiamo iniziato un rituale notturno di gratitudine.

Ogni sera condividevamo cinque cose di cui eravamo grati quel giorno. Eravamo grati per un sorriso, una tazza di caffè o tre ore di sonno consecutive. Eravamo grati per l'altra persona in modi semplici e sottili. Abbiamo anche espresso ciò di cui eravamo grati in noi stessi. Onestamente, questo atto di condividere la gratitudine sembrava forzato all'inizio, ma era innegabilmente buono. E' stata una pratica potente che ha temporaneamente calmato il nostro dolore, e con il tempo ha veramente evoluto il modo in cui percepisco e vivo mio marito, i miei figli e la mia vita quotidiana. Grazie alla pratica intenzionale della gratitudine, la connessione emotiva tra me e mio marito che era stata sepolta dal dolore è stata riscoperta.

The act of giving thanks is an integral part of various religious and cultural rituals. Cody Stevens, president of the PMG Awareness Organization, explains that his family is a “praying family.” He notes, “Our peace and patience comes from praying.” In a recent interview with me, Cody explained that he feels gratitude on “different levels and in different places throughout the journey.” He is grateful to have an organization to connect with and support other families. He is grateful to the doctors who are applying time to treatment and research. And lastly, he and his wife Joan explained that their family’s health scares help shake them from the “day-to-day hustle and bustle,” and remind them to “embrace the opportunity to play with [their] son now.” 

L'inevitabilità della malattia e della morte può certamente suscitare paura e dolore anticipato; tuttavia, la ricerca ha convalidato che sia le esperienze di pre-morte che la malattia cronica possono essere una potente porta d'accesso alla gratitudine (3). Il ricordo della mortalità può portare la nostra consapevolezza più profondamente nel momento presente. Se oggi potrebbe essere l'ultimo, niente è banale. La saturazione di ogni sensazione si alza. Ci rendiamo conto che il tempo è un bene prezioso e forse ci sentiamo più vivi. Proprio come la tristezza, la paura e il dolore sono residenti permanenti nella nostra casa. Ma c'è anche questo - l'odore dolce del pane all'uvetta che tosta, la fronte corrugata del mio bambino per la concentrazione e la sua ritrovata abilità di passare un giocattolo dalla mano destra alla sinistra e viceversa. Lo fa ora, tremante e spastico, e completa perfettamente il compito. Poi mi guarda, con gli occhi spalancati e scintillanti, dicendo silenziosamente con il suo sorriso: "Hai visto mamma? Fantastico, vero?". 

Non do niente di tutto questo per scontato. 

 

Fonti:

(1) Wood, A. M., Joseph, S., & Maltby, J. (2009). La gratitudine predice il benessere psicologico al di sopra delle cinque sfaccettature Big Five. Personalità e differenze individuali, 46(4), 443-447.

(2) Cloutier PF, Manion IG, Walker JG, Johnson SM. Interventi focalizzati sulle emozioni per coppie con bambini malati cronici: un follow-up di 2 anni. J Marital Fam Ther. 2002 Oct;28(4):391-8. 

(3) Frias, A., Watkins, P. C., Webber, A. C., & Froh, J. J. (2011). Morte e gratitudine: La riflessione sulla morte aumenta la gratitudine. The Journal of Positive Psychology, 6(2), 154-162.

A proposito di Rare Resiliency:

Rare Resiliency è una rubrica mensile scritta e/o curata da Laura Will. Questa rubrica esplora i concetti e le abilità che giocano un ruolo protettivo contro lo stress cronico e acuto. Ogni articolo sfida e incoraggia il lettore a continuare a sviluppare quella forza interiore che gli permette di affrontare la malattia e l'incertezza, il dolore e la gioia.


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Laura Will

Laura è madre, moglie, amica, sorella e infermiera. Quando parte della sua identità è diventata quella di madre di un bambino affetto da una malattia terminale, la poesia è diventata un potente mezzo di espressione. Seguite il suo percorso sul suo sito web, www.adragonmomswords.com, o sul suo profilo Instagram@lauramonroewill #aldenanthonysmiles.


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